aprile 24, 2015 at 9:06 am

Erodoto, lo stato sociale

Erodoto, lo stato sociale

Erodoto: L’ultimo dei paesi abitati Erodoto, il greco “padre della storia”, il fondatore della storiografia occidentale, ci parla, nel III libro delle sue Storie, dei popoli dell’India, l’ultimo, a oriente, “dei paesi abitati”.

Talvolta le informazioni di Erodoto sono inattendibili, spesso vanno interpretate (le feroci formiche “di dimensioni inferiori a quelle dei cani ma superiori a quelle delle volpi”, che aggrediscono i cercatori d’oro, saranno probabilmente una specie di roditori che, come le formiche, scavano le loro gallerie nel sottosuolo), ma è sempre presente un fondamentale rispetto, accanto alla curiosità, nei confronti dei costumi dei popoli “barbari”: un buon inizio per la geoantropologia. 99) Altre genti dell’India, che abitano più verso oriente, sono nomadi e si nutrono di carni crude: si chiamano Padei. Ecco quali sono, a quanto si dice, le loro abitudini: quando uno di loro si ammala, uomo o donna che sia, viene ucciso. Se è uomo, lo uccidono gli amici più intimi sostenendo che una volta consunto dalla malattia le sue carni per loro andrebbero perdute; ovviamente l’ammalato nega di essere tale, ma gli altri non accettano le sue proteste, lo uccidono e se lo mangiano. Se ad ammalarsi è una donna, le donne a lei più legate si comportano esattamente come gli uomini. Del resto sacrificano chiunque giunga alla vecchiaia e se lo mangiano. Ma a dire il vero sono pochi ad arrivare a tarda età, visto che eliminano prima chiunque si ammali.

Altri Indiani si comportano in maniera diversa: non uccidono alcun essere vivente, non seminano, abitualmente non possiedono case e mangiano erbe; nel loro paese hanno un cereale grosso quanto un grano di miglio, racchiuso in un calice, che si produce spontaneamente e che essi raccolgono, fanno cuocere insieme con il calice e mangiano. Chi si ammala si inoltra nel deserto e vi si corica: nessuno si cura di lui, né da morto né da malato. 101) Tutti gli Indiani che ho elencato s’accoppiano in pubblico come gli animali; hanno tutti la pelle dello stesso colore, molto simile a quello degli Etiopi. Lo sperma con cui fecondano le loro donne non è bianco come quello degli altri uomini, bensì nero, come la loro pelle; nero è anche il liquido seminale secreto dagli Etiopi. Queste popolazioni indiane sono situate ben oltre la Persia, in direzione sud, e non furono mai sottomesse a Dario. 102) Altre genti indiane confinano la città di Caspatiro e col paese dei Patti; rispetto agli altri Indiani abitano a nord, verso l’Orsa e il vento Borea: il loro sistema di vita è simile a quello dei Battri. Fra gli Indiani sono i più bellicosi e sono quelli che vanno alla ricerca dell’oro: è dalla loro parte, infatti, che inizia la zona disabitata per via della sabbia.

In questa regione desolata e sabbiosa ci sono formiche che per dimensioni sono una via di mezzo fra i cani e le volpi: ne ha qualcuna anche il re di Persia, catturata in quelle regioni dai cacciatori. Queste formiche, scavando sotto terra le loro tane, accumulano in superficie la sabbia esattamente come fanno le nostre formiche, cui assomigliano molto anche come aspetto; la sabbia che rimuovono contiene oro. Per raccogliere questa sabbia gli Indiani compiono spedizioni nel deserto; ogni Indiano possiede tre cammelli: due esemplari maschi sono attaccati, con una fune, a sinistra e a destra ; nel mezzo c’è una femmina. Su di essa monta l’Indiano, che avrà avuto cura di unirla al gruppo sottraendola ai suoi piccoli quando erano appena nati. I cammelli non cedono ai cavalli quanto a velocità e sono molto più adatti a portare pesi.
103) Non sto a descrivere l’aspetto del cammello ai Greci, che lo conoscono; mi limiterò a indicare le sue caratteristiche meno note: il cammello ha, nelle zampe posteriori , quattro ossi femorali e quattro articolazioni; inoltre ha i genitali sporgenti verso la coda attraverso le zampe posteriori. 104) In questo modo e con questi animali gli Indiani vanno alla ricerca dell’oro; e calcolano con attenzione come giungere a prenderlo nel momento della giornata di massima calura. Infatti per il caldo le formiche scompaiono sotto terra. Per queste popolazioni il sole più caldo non è quello di mezzogiorno come in tutto il resto del mondo, ma quello del mattino, dal sorgere fino all’ora di chiusura del mercato. In queste ore il sole scotta molto più che in Grecia a mezzogiorno, tanto che, si dice, gli uomini le trascorrono in acqua. A metà del giorno il sole brucia in India quasi come nel resto del mondo; nel pomeriggio diventa come è altrove al mattino; dopodiché, a mano a mano che declina, l’aria rinfresca sempre di più, finché al tramonto fa freddo. 105) Una volta giunti sul posto, gli Indiani riempiono di sabbia i sacchetti che hanno con sé e scappano via velocemente, perché le formiche, così raccontano i Persiani, si accorgono all’olfatto della loro presenza e li inseguono.

La velocità di questi animali è davvero senza pari, al punto che, se gli Indiani non si avvantaggiassero di un buon tratto di strada mentre le formiche si radunano, nessuno di loro si salverebbe. I cammelli maschi, meno veloci delle femmine, quando cominciano a essere trascinati nella corsa, vengono staccati, uno dopo l’altro; le femmine, che hanno vivo il ricordo dei piccoli abbandonati, tengono duro. In questo modo, a sentire i Persiani, gli Indiani raccolgono la maggior parte dell’oro; altri quantitativi di oro, ma più scarsi, vengono estratti dalle miniere del loro paese. 106) Le estreme regioni del mondo abitato hanno ottenuto le più belle risorse naturali, proprio come la Grecia ha ottenuto il clima migliore, il più temperato.

In effetti, l’India è l’estrema regione orientale, come ho detto poco fa, e là appunto gli animali, sia quadrupedi sia uccelli, sono molto più grandi che in tutto il resto del mondo; fanno eccezione solo i cavalli, che sono inferiori a quelli di Media, detti Nisei; inoltre vi si trova oro in grandissima quantità, parte estratto da miniere, parte trasportato dalla corrente dei fiumi, parte raccolto nel modo che ho descritto.

Là, le piante selvatiche producono come frutto una lana che per bellezza e qualità è superiore alla lana che si ricava dalle pecore. E gli Indiani si vestono proprio grazie a queste piante . 107) Verso sud l’ultima regione abitata è l’Arabia, unico paese al mondo produttore di incenso, mirra, cassia, cinnamomo e ledano. Tutti questi prodotti, tranne la mirra, costano molta fatica agli Arabi per procurarseli. L’incenso lo raccolgono bruciando lo storace, sostanza che i Fenici esportarono in Grecia: fanno così perché le piante che producono l’incenso sono sorvegliate da serpenti alati piccoli e colorati, che si radunano in gran numero intorno a ciascun albero; sono gli stessi serpenti che cercano di invadere l’Egitto. E non c’è nulla che li possa staccare dagli alberi, se non il fumo dello storace. 108) Gli Arabi dicono anche che tutta la terra sarebbe piena di questi serpenti se non accadesse loro quanto sapevo accadere alle vipere. In qualche modo la previdenza divina, che, come è naturale, è saggia, ha reso prolifici tutti gli animali di indole mansueta e commestibili, affinché non si estinguessero a forza di servire da cibo, mentre ha creato poco fecondi tutti gli animali feroci e nocivi.

E così, poiché la lepre è oggetto di caccia da parte di fiere, uccelli e uomini, essa è prolifica; fra tutti gli animali è l’unica in grado di concepire da gravida: nel suo ventre c’è un piccolo già coperto di pelo, un altro senza pelliccia, mentre un altro sta appena prendendo forma nell’utero e un altro ancora viene concepito.

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